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L'ultimo romanzo della Allende: Il quaderno di Maya

Un libro che si legge tutto d’un fiato, ti coinvolge e incuriosisce fino alla fine: è l’ultimo romanzo della scrittrice latinoamericana Isabel Allende, Il quaderno di Maya, edito in Italia da Feltrinelli nel novembre 2011.

La protagonista è Maya Vidal, un’adolescente americana di 19 anni fuggita in Cile, sull’isola di Chiloé, per nascondersi da un passato troppo recente e pericoloso, e per ritrovare se stessa, libera dalla sua più grande nemica: la dipendenza da droghe e alcol.

Abbandonata dalla madre quando aveva pochi giorni di vita, che la lasciò tra le braccia dei nonni paterni, venne da questi cresciuta nell’affetto, nell’adorazione del nonno, chiamato Popo, e nell’educazione pratica e stravagante della nonna, che lei chiama Nini.

Sull’isola di Chiloé, Maya ripercorre le tappe fondamentali della sua vita scrivendole in un quaderno. Racconta delle origini cilene della nonna e di come fosse poi emigrata e avesse incontrato il marito. Racconta della vita piena e dorata vissuta nell’abbraccio caldo e protettivo dei nonni, e del dolore infinito e inaffrontabile per la morte del suo Popo. Racconta della sua lunga discesa nell’abisso della sregolatezza e della dipendenza da droghe e alcol per tentare, in qualche modo, di anestetizzarsi dal dolore per la perdita del suo forte e saldo nonno.

Trasforma il suo corpo e si nasconde nella trasgressione per non affrontare le sue vere paure. Vive esperienze di assoluto degrado, conosce violenze fisiche e la vita di strada, senza mangiare né lavarsi, emarginata, disposta a perdere la dignità per una dose di droga scadente, e finisce in un giro di criminali a Las Vegas, senza più contatti con la famiglia.

Nel quaderno Maya intervalla al suo passato racconti della vita presente a Chiloé, un’isola sperduta con poche centinaia di abitanti, in cui il passare del tempo non conta e il rispetto reciproco nasce dalla vita comunitaria vissuta nel valore delle tradizioni locali. L’ambiente naturale e incontaminato, il silenzio e le relazioni autentiche che vive lì sono la sua aria pulita, il suo rifugio, la sua cura più efficace. 

La Allende inoltre ripercorre, attraverso i personaggi dell’isola, la dolorosa storia recente della dittatura in Cile, ancora troppo viva nei ricordi e nelle vite dei cileni. 

Un libro che si può definire di formazione, scritto in modo efficace e coinvolgente, attuale nel linguaggio e nei contenuti, con una punta di ironia, e a tratti noir.