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Come sasso nella corrente, l'ultimo libro di Mauro Corona

Mauro Corona, l’uomo dei boschi, lo scrittore scarno e asciutto e insieme magico come lo ha definito Claudio Magris, superata la soglia dei 60 anni, ha sentito il bisogno di dar voce ai suoi cambiamenti attraverso un romanzo autobiografico Come sasso nella corrente, pubblicato da Mondadori.

“L’esistenza – spiega Corona - è come una pietra che cade nel pieno della corrente del fiume. I suoi angoli acuti, gli spigoli con il tempo sono levigati dall’esperienza e dall’esistenza”.

E così Corona dismessa la maglietta a maniche corte, sostituita da una giacca che lo accompagna nelle varie presentazioni del libro (ma la bandana in testa resta, come a voler dire che cambiare si può, ma non del tutto perché in fondo permane sempre in noi qualcosa del nostro passato, proprio come la pietra che con il tempo perde i suoi spigoli ma rimane pietra), stanco di parlare solo di  cuculi, canarini e boschi, affronta nel suo ultimo libro la sua infanzia negata, caratterizzata da povertà e abbandoni e lo fa tramite i ricordi di una donna. Una donna ancora bella, giunta all’autunno della sua vita, che muovendosi  tra una distesa di sculture ripensa all’uomo schivo, selvatico (Mauro Corona per l’appunto), un uomo da lei un tempo amato che ha creato quelle sculture nel tentativo di bloccare e rendere immortale attraverso l’immobilità del legno le sue esperienze e il suo amore.

E l’amore secondo Corona, può sopravvivere solo in quegli oggetti di legno e nei ricordi perché è l’unico modo che esso ha per restare eterno, dato che ogni rapporto tra uomo e donna è sempre destinato a finire poiché esso si trasforma sempre in possessività, insicurezza, in un farsi male a vicenda, in un dolore della vita. E come l’amore anche la felicità è per l’uomo una semplice chimera, una ricerca continua che non presenta una conclusione e che lascia l’uomo eternamente insoddisfatto.

Come sasso nella corrente è quindi, oltre che il racconto autobiografico di Corona, la presa di coscienza di un uomo che giunto all’età di 62 anni si vede costretto a fare un bilancio della propria vita e delle proprie esperienze e tramite la saggezza acquisita con gli anni si rende conto, con amarezza, che per l’essere umano non solo è impossibile il raggiungimento della felicità, ma forse anche solo di uno stato di serenità.