AUTO & MOTORI

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Motori d'epoca e burocrazia: a che punto siamo?

Possedere un veicolo d'epoca comporta costi indubbiamente alti. Non soltanto per quanto concerne il veicolo, che infatti potrebbe aver bisogno di una manutenzione molto modesta, ma soprattutto a causa delle lungaggini burocratiche a cui gli appassionati devono far fronte e a causa delle severissime norme in materia di inquinamento ed emissioni che purtroppo affliggono le nostre storiche.

 

Ma che cosa dice la legge riguardo la circolazione e il possesso di veicoli d'epoca? Quando e dove si può usare il proprio veicolo d'antan? Cerchiamo di capirlo insieme.

Iniziamo parlando di Bollo o Tassa di Circolazione. La normativa, che varia leggermente da regione a regione, si divide in due aree: quella valida per le auto e le moto con più di 20 anni ma meno di 30 e quella relativa ai veicoli con più di 30 anni e consiste comunque in un bollo forfettario simbolico.
Veicoli con più di 30 anni (veicoli storici): vengono considerati storici in qualsiasi caso, anche se non vengono certificati ASI (Automotoclub Storico Italiano). Nel caso non siano circolanti, sono totalmente esenti dalla tassa. Nel caso siano regolarmente circolanti, l'appassionato pagherà: 25,82 € per le auto e 10,33 € per le moto in Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Umbria, Sardegna, Sicilia, Toscana e Valle d'Aosta; 28,4 € per le auto e 11,36 € per le moto in Calabria, Campania, e Veneto; 30 € per le auto e 20 € per le moto in Lombardia (dove per i veicoli certificati ASI non è dovuto nessun versamento anche in caso di circolazione), Piemonte e Puglia; pagano poi 27,88 € per le auto e 11,15 € nelle Marche e 27,63 € per le auto e 11,05 € per le moto in Molise. La provincia di Trento paga 26 € per le auto e 10 € per le moto, mentre quella di Bolzano 25 € per le auto e 20 € per le moto.
Veicoli con più di 20 anni ma meno di 30 (veicoli di interesse storico): valgono le stesse cifre di cui sopra ma, tranne per il Piemonte e l'Umbria dove bastano delle certificazioni dei registri o club o delle autocertificazioni, le auto e le moto con questa età, per pagare il bollo forfettario, dovranno essere certificate ASI , FMI (Federazione Motociclistica Italiana) o dai registri Fiat, Lancia e Alfa Romeo. A questo proposito il Consiglio Federale ASI ha deliberato che sono da considerarsi veicoli di interesse storico tutti quelli prodotti dal 1° gennaio 1992 (maggiori info su www.asifed.it o www.aci.it).

Per quanto riguarda invece le assicurazioni, non ci sono delle normative precise e spesso le compagnie ci marciano. Tuttavia esistono dei gruppi assicurativi che lavorano a stretto contatto con l'ASI per garantire polizze convenienti e tassi agevolati e quindi permettere agli appassionati di non dover versare una salassata per assicurare il proprio veicolo.

Un altro punto da affrontare con delicatezza sono le emissioni inquinanti, punto focale per le città di oggi. I veicoli storici sono infatti tutti Euro 0 (la categoria più inquinante, secondo la normativa europea) o, al massimo, Euro 1. La legislazione qui è a discrezione comunale di ciascuna città o paese, ma in linea di massima può essere riassunta così: i veicoli Euro 0 non possono circolare se non sono veicoli storici con un regolare attestato di storicità rilasciato da ASI, FMI, Fiat, Lancia e Alfa Romeo. In alternativa, chi non avesse intenzione di provvedere alla certificazione o non la riuscisse ad ottenere per diversi motivi, può dotare la sua auto (a benzina, ovviamente) di impianto a gas GPL. I comuni poi possono concedere speciali deroghe in caso di raduni o eventi eccezionali per poter circolare col proprio mezzo storico.

Indubbiamente questa legislazione ha provocato non pochi “approfittare”, soprattutto per quanto riguarda gli autoveicoli: persone che pur di usare la loro auto con più di 20 anni, la certificano ASI ma la usano quotidianamente continuando ad inquinare senza minimamente interessarsi del valore storico e collezionistico. È per questo che le certificazioni ASI stanno diventando sempre più severe ed oculate e i controlli frequenti e intransigenti; per esempio stanno cambiando le normative per le revisioni. Ne parleremo più avanti