CRONACA

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Morto Renato Dulbecco: grandissimo scienziato...e uomo

Il pioniere delle ricerche genetiche sui tumori, Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina nel 1975, è morto durante la notte a La Jolla in California, dove lavorava presso l’istituto Salk.

Le sue condizioni di salute erano sensibilmente peggiorate negli ultimi sei mesi a causa di un malanno. Ma ciò che colpisce sono anche le diverse e particolari coincidenze di questa scomparsa che lascia sgomento il mondo della scienza mondiale e non solo: fra due giorni avrebbe compiuto 98 anni (era nato a Catanzaro nel 1914, anche se dal 1953 era cittadino americano) e proprio questo fine settimana si è conclusa l’ennesima edizione di quel Festival di Sanremo che nel 1999 lo vide graditissimo ospite dell’allora presentatore Fabio Fazio; in quell’occasione il famoso biologo e genetista legò la sua esperienza alla kermesse canora al fatto che il suo compenso fu interamente devoluto a favore del rientro degli scienziati italiani andati a lavorare e studiare all’estero (opera che meritoriamente viene perseguita ancor oggi dal Progetto Carriere Dulbecco promosso da Telethon). Ma soprattutto il nome di questo illustre scienziato è entrato nella storia per la scoperta del meccanismo d’azione dei virus tumorali nelle cellule animali che gli valse l’assegnazione del Nobel nel 1975; praticamente è grazie a Dulbecco se oggi sappiamo come combattere i tumori nel migliore dei modi possibili. Quindi una scomparsa che non solo lascia un vuoto nel mondo scientifico ma è anche la perdita di un punto di riferimento dal punto di vista umano e morale per scelte (vedi la partecipazione sul palco di Sanremo) che se per certi versi hanno fatto discutere in maniera accesa e vibrante nel mondo intellettuale, per moltissimi altri hanno saputo ritagliare un consenso ed un apprezzamento vastissimo nell’opinione pubblica al di là dei meriti scientifici dell’uomo.