CRONACA

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Costa Allegra: Attracco avvenuto con successo

Uno sbuffo, un'aria quantomeno seccata, due occhi grandi come due palle da bowling ancora sbarrati, le risate dei più piccoli. Un clima strano quello che si respira, un crogiolo di sensazioni ed emozioni, un vivido segno di quello che è stato nei giorni scorsi. Adesso, finalmente, tutto sembra essere risolto. La Costa Allegra, la crociera che nei giorni scorsi era stata vittima di un incendio e poi di sospetti di possibili derive, è attraccata stamattina al porto di Mahè.

L'incubo è finito. Queste sono le parole che i passeggeri della nave hanno emesso alla vista della costa, quel tanto atteso lembo di terra, così agognato in questi giorni da sembrate quasi un miraggio. Però non lo è, e se ne rendono subito conto quando raggiungono una vicinanza tale che consente di distinguere hotel e ristoranti, oltre al sito portuale dal quale passeranno. Secondo quanto rilasciato dalle autorità costiere, per qualche ora dovranno aspettare, poi tutti quanti potranno scendere e continuare per la propria strada.

Tuttavia, tra giornalisti e prassi varie, sarà difficile che possano andarsene facilmente, fuggendo dalle grinfie di interviste inevitabili. Però i microfoni non sono il nemico numero uno, considerate le fiamme che sono state viste a pochi passi nei giorni scorsi. Quelle, si, hanno minacciato non poco le menti labili delle persone imbarcate.

Secondo le informazioni, i 623 passeggeri sarebbero tutti sani e salvi, solo qualcuno presentante ferite lievi, specialmente a livello dell'equipaggio, che eroicamente ha dovuto tenere a bada le fiamme mentre queste divampavano imperversando sulla crociera della compagnia. Adesso le strade di queste persone si divideranno in due. Un troncone, tre quinti del totale, rimarrà sull'isola per continuare la propria vacanza, alloggiando negli alberghi “gentilmente” offerti dalla compagnia di viaggi alla quale si erano affidati per questa vacanza. La restante parte, poco più di 250 passeggeri, ha scelto di utilizzare i velivoli, anch'essi offerti dalla compagnia, per ritornare al rispettivo paese di provenienza. Dopo un viaggio del genere tra le onde, il mal di mare non è biasimabile, e un bel viaggio tra le nuvole, invece, appare decisamente più tranquillo e, statisticamente parlando, sicuro.

Un disastro senza precedenti, ovviamente, per i turisti, che hanno dovuto affrontare il pericolo della morte a due passi. Un disastro invece ben più ampio per la compagnia e per il mondo del viaggio azzurro, che vede per la seconda volta uno scandalo di proporzioni immani, non solo per l'importanza, ma anche per i rimborsi tenuti a risarcire. Dopo la Costa Concordia, la Costa Allegra ha allontanato ancor di più altri possibili acquirenti del biglietto, rimasti scettici ma non ancora del tutto convinti dell'inefficacia di questo tipo di viaggi. Oggi, invece, la situazione appare ben diversa, forse drammaticamente diversa. Nonostante questa volta non ci sia stato bisogno di conteggiare i morti, fortunatamente, far finta di nulla è diventato poco plausibile.

Che si può dire in più? Poco, poco di più. Però, una cosa lasciatela dire. Un pizzico di provocazione, una vena di sarcasmo. Dopo la Costa Concordia, un buco nell'acqua – letteralmente parlando –, e la Costa Allegra, una fiammata di vitalità, lasciar passare un po' di tempo non sarebbe male. E poi, se questo è per le due, non oso pensare a cosa possa accadere su Costa Adrenalina.