CRONACA

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Tragedia in Svizzera. Tra i 28 morti 22 sono bambini

Ogni tragedia che colpisce poveri innocenti non può che suscitare un profondo dolore dentro ognuno di noi, ma quando si scopre che le vittime sono per la maggior parte bambini il tutto si amplifica e non si trovano perché che possano giustificare eventi del genere.
La tragedia in questione ha visto protagonista un bus con 52 persone schiantatosi contro un muro all'interno di un tunnel a Sierre, nel sud della Svizzera francese, mentre faceva ritorno in Belgio dopo una vacanza sulla neve.
Drammatico è il bilancio con 28 vittime, ma lo è ancora di più quando, dopo i primi soccorsi, si scopre che di queste 28 vittime 22 sono bambini e che, tra i feriti, 3 sono in coma.
Si trattava di un gruppo di scolaresche provenienti dalle città di Lommel e Heverlee (Belgio) di ritorno da una vacanza nella valle di Anniviers, nel Canton Vallese. Ancora dubbi sulle cause dell'incidente, si da più credito al guasto tecnico, nonostante l'autobus fosse nuovo secondo il procuratore assegnato alle indagini, o ad un malore del conducente, ma per questa ipotesi bisognerà aspettare l'autopsia. Sembra per ora essere esclusa l'ipotesi dell'errore umano nonostante nelle ultime ore, dopo le testimonianze di alcuni bambini sopravvissuti alla tragedia, fosse emerso che, appena prima dell'incidente, il conducente fosse stato visto mentre cercava di inserire un DVD nel lettore del veicolo. Ipotesi comunque subito esclusa dalla polizia svizzera dopo aver analizzato le registrazione video delle telecamere nel tunnel, nelle quali il conducente non risultava alle prese con il lettore DVD prima dell'incidente.
 
"Il primo ministro ha preso conoscenza con costernazione dell'orribile incidente avvenuto in Svizzera. E' un giorno tragico per tutto il Belgio". "I suoi pensieri vanno in primo luogo alle vittime, ai membri delle loro famiglie e ai loro parenti". Queste le parole del premier belga Elio Di Rupo recatosi in Svizzera sul luogo dell'incidente, alle quali si sono aggiunte quelle del ministro degli esteri, Didier Reynders, “tragedia incomprensibile”.
 
La verità è che non ci sono parole giuste da poter dire dopo tragedie come questa, ma solo il silenzio da condividere con tutti i parenti e amici delle vittime il cui unico pensiero, prima di essere sconvolti da questa terribile notizia, era quello di rivedere i propri cari e farsi raccontare una meravigliosa vacanza, con quella meraviglia che solo un bambino è in grado di trasmettere, mentre invece tutto quello che rimarrà sarà soltanto la consapevolezza di non poterli più riavere con loro.