CRONACA

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Incidenti stradali: in arrivo una nuova fattispecie di reato

Si parla d’introdurre nel Codice penale una nuova fattispecie di reato, quello di “omicidio stradale”, per punire chi provoca un incidente mortale sotto l’effetto di alcol o droghe. Può essere utile?

Le associazioni e i familiari delle vittime della strada sono impegnate nella battaglia per l’introduzione di questa nuova fattispecie di reato. Personalmente sono d’accordo. Se una persona guida sotto l’effetto di alcol o droghe e uccide qualcuno, oggi viene condannato per omicidio colposo aggravato, dove l’aggravante sta nell’aver causato l’incidente sotto l’effetto di sostante. Con un tale comportamento, però, credo che l’omicidio non debba essere considerato colposo, bensì con “dolo eventuale”, poiché agendo in quel modo il soggetto implica nella sua volontà la possibilità di nuocere gravemente a qualcuno.
Oggi, purtroppo, con il patteggiamento anche per chi ha provocato la morte di una o più persone, alla fine la pena si riduce a un anno e sei mesi di carcere. Pochissimo. Una vera beffa per le famiglie delle vittime.
Per questo ritengo che, quando una persona si mette alla guida dopo aver bevuto alcolici o fatto uso di droghe, il reato di omicidio colposo aggravato non basti più. Va necessariamente considerata la possibilità del dolo eventuale, che non vuol dire che quella persona si è messa alla guida, ubriaca o drogata, superando anche di molto il limite di velocità, con la volontà o la premeditazione di uccidere qualcuno, ma matura una consapevolezza che con la sua condotta possa fare del male a qualcun altro.


Non bisogna dimenticare che si tratta di una realtà con numeri drammatici: 4.090 morti all’anno  sulle strade  e un milione di feriti, di cui circa 20 mila restano invalidi permanenti. Nel 30% di questi casi i decessi sono causati da guidatori ubriachi o drogati e nel 15% la colpa è dell’alta velocità.
E’ certamente utile l’introduzione del reato di omicidio stradale, ma va accompagnata a una serie di iniziative di sensibilizzazione sulla guida responsabile e sulla sicurezza stradale, ad iniziare dagli adolescenti, magari attraverso lezioni frontali e seminari ad hoc da tenersi periodicamente nelle scuole medie superiori.