MODA & BELLEZZA

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Grace Kelly, tra favola e leggenda

Il 13 settembre 1982, sulla stessa strada dove cominciò il sogno, finivano la vita della Principessa Grace e la sua favola, nel più atroce dei modi. Trentanni che il Mondo vive senza il suo sorriso.

 

Un caldo pomeriggio di settembre basta a troncare una delle più belle favole moderne. In quello in cui perse la vita Grace Kelly, tutti si resero conto che le storie a lieto fine, non possono esistere. Aveva tutto. Prima attrice affermata e poliedrica, poi principessa regnante di uno dei luoghi più incantati della terra, angelicata da una bellezza indescrivibile, madre e moglie di una grande bella famiglia, calata in una vita talmente desiderabile da non poter essere neanche invidiabile.
Quella strada Grace la conosce bene, ci ha girato le scene dell'inseguimento di “Caccia al Ladro” guidando come una pazza una Jaguar XK120 con accanto uno spaventatissimo Cary Grant. Eppure una di quelle stesse curve che ha goduto della sua bellezza algida, fredda, glaciale, ha deciso di consegnarla per sempre alla leggenda: improvvisamente la Rover SD1 esce di strada, urta un enorme masso e finisce la sua corsa. Grace, in condizioni disperate, viene portata al nosocomio del Principato, dove morirà neppure 24 ore dopo. Sua figlia Stephanie riporterà solo lievi ferite. Subito sull'accaduto si scatenano voci oscurantiste e denigratorie, soprattutto nei confronti della sedicenne Stephanie che sarebbe potuta essere alla guida pur non avendo ancora la patente e sul fatto che con loro non ci sia l'autista. Ma ciò che veramente importa, è che la più bella principessa esistente, non c'è più. In realtà, l'unica beffa in questa storia, è quella del caso: la mattina infatti, la governante di Palazzo, ha sistemato gli abiti della principessa e di sua figlia per il ricevimento della sera sul sedile posteriore della Rover, così Grace decide di guidare lei l'auto per evitare di sgualcirli.


Nata a Philadelphia nel 1929, Grace Kelly è di famiglia borghese altolocata. Eppure fin da subito, si rende conto che la vita della accondiscendente casalinga ricca ed annoiata, non fa per lei. Così si affaccia alle porte di Hollywood dove la sua bellezza penetra come un fulmine a ciel sereno negli occhi e nel cuore di produttori, registi e attori. Ma come una diva che si rispetti, benché ancora giovanissima, Grace si concede a pochissimi eletti, iniziando così a tratteggiare quel mito algido, glaciale e di immortalità che la sua vita incarna. Fred Zinneman, John Ford e poi, ovviamente, Alfred Hitchcock, che si innamora perdutamente di lei, che la definisce ghiaccio bollente e la dirige nei suoi film più belli, diventati capisaldi del cinema mondiale. Grace appare così sorridente e scanzonata in “Il delitto perfetto”, elegantissima, quasi angelica in “La finestra sul cortile”, fredda e spietata in “Caccia al ladro”. Tutto in soli 6 anni che bastano per posizionarla nell'Olimpo delle più immense dive di Hollywood.

Molti dicono che quando si arriva a Montecarlo, non si riesce più a separarsene. Questo succede a Grace proprio durante le riprese di “Caccia al ladro” che diviene l'ultima pagina della sua carriera cinematografica. È il 1955 e a Monaco regna da 9 anni un bel principe dal fascino tutto mediterraneo: fisico asciutto, folti capelli neri, profondi occhi nocciola e baffetti da bravo ragazzo: Ranieri III Grimaldi. Appena viene a sapere che la più ricercata attrice di Hollywood è nel suo piccolo regno, vuole conoscerla. Per i due l'incontro è fatale tanto che l'anno successivo si sposano.

La principessa di Hollywood lascia il cinema e la sua carriera da attrice per diventarlo veramente Principessa, regnante, del piccolo Principato diventato, da circa un decennio, il sogno di una vita da favola che per Grace si avvera all'improvviso. Un sogno troppo breve, che l'ha portata via all'età di 52 anni imprimendo la sua immagine nella leggenda e contribuendo a creare quell'aurea angelica di bellezza eterna che sempre la contraddistinguerà.

E oggi, anche se il suo sorriso non campeggia più sulle copertine di cronaca rosa, il suo mito vive indisturbato fra canzoni che riferiscono della sua vita da favola, come quella di Mika, fra eroine dei fumetti diventate icone di bellezza, come l'Eva Kant delle sorelle Giussani e borse dall'eleganza senza tempo come quella di Hermes che, apparsa al suo braccio in una copertina di Life, viene subito soprannominata “Kelly”.

Il suo portamento, il suo charme, la sua classe, sono ben presto diventati icona di stile ed eleganza imitati e presi ad esempio dalla moda contemporanea e da migliaia di donne che la considerano un mito.