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Ottava serie di Grey's Anatomy: fine della quest fine della serie?

Si sa che nelle serie TV, la coppia fissa, gli innamorati felici, i coniugi tranquilli non hanno fortuna. Nel senso che, come d’altronde accade anche nella vita, si segue con più passione e attenzione l’inizio di una storia. Che sia romantica fatta di sussurri, frasi allusive e sguardi; passionale, con frecciate maliziose, impeti incontrollabili e baci travolgenti; o tormentata, fatta di tradimenti, vendette e scaramucce di ogni genere: l’importante è che sia qualcosa di nuovo, qualcosa che rimandi l’happy ending all’infinito.

E questo perché il “dopo happy ending” è monotonia, quotidianità, abitudine. Tutte cose che non vogliamo vedere in tv.

Ora, senza impelagarci in spiegazioni psicologico-filosofiche, ci basti dire che la quest, la ricerca, il tendere a, possiede senza dubbio delle potenzialità creativo-immaginative e fabulatorie nettamente superiori rispetto a quello che invece accade una volta raggiunto l’obiettivo amoroso, all’unione delle due parti della mela, descritta nel Simposio platonico.
Non a caso la stragrande maggioranza delle serie tv (ma d’altronde anche tutti i film d’amore) finiscono proprio con il formarsi di una coppia che dopo un numero più o meno alto di peripezie, si giura amore eterno in contesti abbastanza improbabili, plateali per non dire rocamboleschi.
Quando si va oltre l’happy ending, si rischia la monotonia. Monotonia nella quale è caduta una popolare serie americana: Grey’s Anatomy.

Stiamo parlando di un medical drama, in quanto le vicende si svolgono per lo più nell’immaginario ospedale di Seattle “Seattle Grace Hospital”, e i protagonisti sono tutti medici. Il titolo è dovuto al fatto che la protagonista, nonché voce fuori campo in quasi tutti gli episodi, è la dottoressa Meredith Grey. La storia inizia con il suo primo giorno come tirocinante dell’ospedale. Durante questa prima giornata scopre che l’uomo rimorchiato la sera prima in un bar è il suo supervisore, il neurochirurgo Derek Shepherd. Nonostante abbiano molto spazio le storie dei pazienti e degli altri dottori, la storia tormentata tra Meredith e Derek la fa da padrona per molte serie. Finalmente i due iniziano una relazione stabile. E se da una parte ci sentiamo sollevati perché le incertezze e i tira e molla da parte di entrambi stavano diventando ridicoli, dall’altra avvertiamo che qualcosa non va più, appunto perché l’unione è compiuta.

Nell’ultima serie, l’ottava (trasmessa in America da metà settembre 2011 e in Italia da poco più di un mese) l’ultimo residuo di tensione risiede nell’attesa della sentenza per l’affidamento di Zola, la bambina africana che Derek e Meredith avevano deciso di adottare nella serie precedente. Conclusasi anche questa vicenda con un lieto fine, ci troviamo, quindi al punto che non solo la coppia è stabile, ma i due protagonisti sono anche genitori! Quindi da considerarsi “sistemati” in tutto e per tutto.
E’ vero anche che ci sono anche le storie degli altri dottori, ma la scarsità di idee è stata comunque dimostrata dagli ultimi due episodi trasmessi negli USA: If/Then e All you need is love. Due episodi dal valore narrativo pressoché nullo. La storia non procede, non accade nulla di nuovo.
Già è stato annunciato che ci sarà un cross-over con la serie Private Practice, spin-off di Grey’s Anatomy. Ma non sarà, anche questo, un espediente per cercare di vivacizzare uno show già morto?