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Bastardi, avidi e bugiardi: il docufilm sui signori del petrolio

Il regista americano e attivista politico Craig Rosebraugh risponde a spOILed, film uscito l’anno scorso negli Usa che offre una visione positiva dell’uso del petrolio come fonte di energia indispensabile, film finanziato “ovviamente” da businessmen del mondo dei combustibili fossili. E risponde attraverso un docufilm, Bastardi avidi e bugiardi, che intende smascherare l’industria del petrolio e le sue lobby.

Nel video inchiesta vengono intervistati esperti sia apertamente dichiaratisi ambientalisti sia eco-sciettici, ma anche personaggi, più o meno autorevoli, come politici e scienziati; vengono raccontate le storie, da ogni parte del mondo, di persone la cui vita è stata danneggiata dalle compagnie petrolifere, come per esempio le vittime della catastrofe del Golfo del Messico nel 2010, presso la piattaforma Deepwater Horizon. Di quest’ultima, il regista americano afferma che è «un sottoprodotto di un’industria incontrollata, per cui i profitti di manager ed azionisti contano più della vita umana». Lo scopo del documentario è «innalzare la soglia di attenzione su queste tematiche in vista delle elezioni presidenziali del 2012». Infatti l’industria petrolifera è qui accusata di falsità, di ricatti e di corruzione, mezzi con i quali influenza la politica e controlla l’informazione, «il dissenso è soffocato; il nostro clima cambia; e la gente muore». Inoltre, sostiene Rosebraugh che «l’industria dei combustibili fossili ha dimostrato che non si fermerà davanti a nulla», «complice degli omicidi di coloro che si oppongono apertamente al degrado ambientale».

Il film è prodotto dall’attrice Daryl Hannah, da oltre dieci anni impegnata nella difesa dell’ambiente e nella promozione di stili di vita ecosostenibili. È stata arrestata per il suo attivismo ambientalista nel 2009 durante una protesta contro la costruzione di alcune miniere in Virginia occidentale, e nell’estate 2011 davanti alla Casa Bianca mentre manifestava contro la costruzione di un oleodotto. 

Anche le altre persone coinvolte nella creazione del documentario sono forti sostenitrici di questo progetto, a partire appunto dal regista.

Il film è costato un milione e mezzo di dollari ed è stato girato nell’arco degli ultimi tre anni, uscirà negli Usa nel 2012, ma ancora non c’è una data precisa.