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WareHouse 13: benvenuti in un mondo di infinite meraviglie

Un magazzino misterioso, mescola gli elementi più affascinanti di alcune serie tv di successo, dando vita ad un prodotto di puro intrattenimento. Così si può riassumere l’anima di WareHouse 13, una nuova serie tv che sta imperversando da tre stagioni sul canale americano SyFy Channel.  

Nato dalla mente di Jane Espenson, produttrice e scrittrice di serie come Battlestar Galactica, WareHouse 13 è una tra le più acclamate produzioni televisive di ultima generazione. Tutt’ora in programmazione sulle frequenze di Mediaset Premium con gli episodi della stagione 3, qual è la particolare ricetta del successo di questa irriverente serie tv? Dunque prendete una teglia ed aggiungete 200 gr di azione; mescolate versando 500 gr di misteri e segreti ancestrali, e condite con una spruzzatina di risate e divertimento. Mescolate fino a che non arrivate ad un composto omogeneo, ed infornate per 40/43 minuti. Il risultato sarà davvero delizioso.

La serie quindi racconta le (dis) avventure di due agenti dei servizi segreti,  Myka Bering e Peter "Pete" Lattimer, che all’improvviso vengono trasferiti presso una sede governativa misteriosa, la cui esistenza è nascosta al pubblico: Warehouse 13, un particolare magazzino dove vengono raccolti, inscatolati e catalogati tutti gli oggetti con poteri soprannaturali, denominati artefatti, che potrebbero mettere in pericolo il mondo. Ad amministrare il magazzino c’è Arthur "Artie" Nielsen, aiutato dalla sua assistente Leena, che deve dar conto della sua attività ai suoi superiori, i cosiddetti Reggenti, che formano un'organizzazione che da secoli si occupa di preservare la sicurezza del magazzino. Durante la prima stagione,si aggiunge un nuovo membro al team del magazzino: Claudia Donovan, una ragazza che chiede aiuto ad Artie di ritrovare il fratello rimasto da anni intrappolato in una sorta di fessura spazio-temporale a causa di alcuni esperimenti che lui e lo stesso Artie conducevano su uno speciale artefatto. Oltre a recuperare i suddetti  artefatti, la squadra del magazzino è costretta anche ad affrontare un nemico che riesce a rubare dal Magazzino dei reperti per scopo personale: MacPherson, che in passato era stato un'agente collega di Artie. Questo è in breve l’antefatto della vicenda, ma è proprio con la stagione due che la serie diventa ancora più emozionante. Si scopre infatti che  MacPherson è riuscito a far fuggire dalla prigione del magazzino, dove vengono rinchiusi e bronzati i personaggi più pericolosi, il celebre scrittore H. G. Wells, che in realtà è donna. Questo avvenimento mette in moto una serie di situazione che hanno cambiato il volto della serie.

 Paragonato molto spesso alla storica serie tv Relic Hunter con Tia Carrere, il Magazzino 13 invece spicca di originalità grazie ad una vicenda fluida e compatta. Il perfetto mix di azione e divertimento, condito con una buona dose di mistero, ha trasformato la serie in un’avventura simile ad un film di Indiana Jones con tanti riferimenti ad X-Files e all’umorismo di Eureka. Fin dal pilot si evincono le tematiche dell’intera stagione e nonostante capiti spesso che gli episodi siano auto-conclusivi, la trama di fondo è ben sviluppata riuscendo a destare l’interesse dello spettatore. La palese alchimia tra i due agenti Pete e Myka, è un altro ingrediente fondamentale della vicenda. Come l’agente Mulder e l’agente Scully, i due protagonisti in ogni episodio dovranno risolvere intricati misteri e recuperare l’artefatto di turno. Rispetto ai colleghi di X-Files, gli agenti del Magazzino però affrontano gli avvenimenti in maniera più spensierata, quasi per gioco mettendo molto spesso in pericolo le loro vite e la stabilità dell’intero Magazzino. L’avvento della controversia figura di H.G Wells, ha dato nuovo linfa alla trama che durante la stagione uno stentava a decollare. Come ho già affermato, il suo arrivo  rende la serie più misteriosa, avvincente e dalle tinte “apocalittiche”.

Ultimamente si è aggiunto un nuovo membro alla grande famiglia dei “cercatori di artefatti”. La stagione tre ha portato l’arrivo dell’agente Steven Jinks interpretato dal simpaticissimo Aaron Ashmore. L’attore che ha appeso al chiodo gli abiti da fotografo di Jimy Olsen della serie Smallville, qui interpreta uno scanzonato agente dell'ATF  che la  strana abilità di riconoscere quando una persona non dice la verità. Il personaggio entra subito in contatto con la giovane Claudia, dando vita ad una nuova ed insolita coppia di agenti. La terza stagione, di cui ogni martedì sul canale Steel di Mediaset Premium vengono trasmessi i nuovi episodi, sembra proseguire alla perfezione la vicenda lasciata incompiuta dopo il finale della stagione precedente. Il solito mix collaudato non delude e la serie procede a gonfie vele. In America il Warehouse 13 è quasi un must. Oltre a fare ascolti stratosferici per un canale satellitare, gli sceneggiatori si sono divertiti realizzando episodi a tema natalizio, oppure realizzando episodi cross-over con la serie Eureka.

Tra realtà e mito quindi il Magazzino 13, ci conduce per mano in mondo di infinite meraviglie, un mondo avventuroso, magico e surreale. L’ottima regia e una scheggiatura fluida e senza troppi buchi, riesce a catturarci senza troppe pretese. Non è certo la serie del secolo, ma è comunque un ottimo prodotto di evasione dove i patiti del genere troveranno pane per i loro denti.