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"Voglio diventare grande!": il Rock in Roma alle prese con la maturità

Come un giovane che cerca di crearsi un proprio spazio per poter finalmente diventare adulto, il festival del “Rock in Roma” accoglie l’estate 2012 carico di aspettative e speranze. Il salto di qualità e l’affermazione a livello internazionale sono degli obiettivi ricercati e quantomai desiderati, complice una nutrita schiera di artisti che spazia su generi musicali anche molto differenti.

L’Ippodromo delle Capannelle accoglierà per il quarto anno consecutivo la serie di concerti che in questa edizione viene aperta  il 7 giugno dagli Afterhours, freschi del loro ultimo album “Padania”, e continua, sul versante italiano, con J-Ax (11 luglio), Nina Zilli (16 Luglio), Elio e le Storie Tese (19 luglio), CapaRezza (20 Luglio), Subsonica (25 luglio) e i membri superstiti dei Litfiba (28 luglio); della schiera internazionale della manifestazione fanno parte, tra gli altri, i richiestissimi Radiohead (30 Giugno, sold out da mesi), l’elettronico duo francese dei Justice (8 luglio), i The Cure (9 luglio), i Kasabian (18 luglio), l’ormai cinquantennale gruppo dei The Beach Boys (26 Luglio), i rapper dei Cypress Hill (26 giugno), fino ad arrivare ai Sonata Arctica (30 luglio).

Si può immediatamente notare come il cast artistico sia, se non proprio per tutti, per molti gusti e come i prezzi dei biglietti rimangano più o meno i soliti: una media di 25€ per gli artisti casalinghi e 40€ per gli ospiti, con punte di circa 60€. E’ proprio su quest’ultimo punto che si dovrebbe insistere, cercando di raggiungere risultati migliori: il festival dovrebbe creare un’atmosfera diversa rispetto ad un concerto isolato? Dovrebbe invogliare gli spettatori a seguire esibizioni che normalmente non si sarebbero neanche prese in considerazione? Pensare i grandi eventi musicali come crocevia dei tour dei vari artisti in cartellone non consente ai musicisti di sentirsi parte di un qualcosa di diverso dal solito, figuriamoci come possa apparire al pubblico, magari costretto anche a subire spese esagerate per potervi partecipare.

Il Rock in Roma, evidentemente, ci prova: migliorano gli interpreti, ma la storia è la stessa di sempre. Sarà arrivato il momento di emanciparsi dai fratelli maggiori d'Europa e crearsi una propria identità organizzativa? Rock in Roma, la consacrazione a "brand new festival" sarà dura da guadagnare quest'anno. Speriamo tu non marcisca prima di maturare.