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Auto Grigie, Blu e Blu-Blu: per muoversi l'Amministrazione Pubblica ne fa di tutti i colori

Si è fatto un gran parlare negli ultimi mesi di auto di rappresentanza e di utilità pubblica, nella fattispecie di “Auto Grigie” e “Auto Blu”, di quanto queste siano dispendiose per lo stato e facciano letteralmente buttare una quantità impressionante di denaro.

Ma che cosa si intende per “Auto Blu”? E per “Auto Grigie”? Iniziamo da queste ultime: sono le auto di servizio assegnate all'amministrazione pubblica tutta, dai comuni, alle provincie, alle regioni, agli uffici tecnici in generale e si differenziano dalle Auto Blu per la mancanza dell'autista. Sono solitamente di piccola o media cilindrata e vengono quindi direttamente guidate dall'avente diritto. Le Auto Blu invece, sono sempre mezzi dedicati alla pubblica amministrazione ma quella dirigenziale e funzionaria, oltre che alle magistrature ed ai loro addetti. Queste si distinguono dalle auto grigie poiché sono munite di personale di servizio, spesso il solo autista, a volte anche un'agente di “scorta” o comunque di difesa e controllo.

Ma chi sono i proprietari delle Auto Blu e quante sono realmente? Qui iniziano i primi problemi. Il veicolo può essere di proprietà, in leasing o noleggiato a Stato, Regioni, Provincie, Comuni o Municipalità, ASL, Comunità ed Enti pubblici: spesso però questi anfratti dell'amministrazione si sovrappongono, si interpolano a vicenda e si sottraggono o attribuiscono mansioni e competenze cosicché anche le Auto Blu risultano a volte “essere di nessuno”, cioè la proprietà (e soprattutto tutte le spese che questa ne consegue) viene scaricata da una amministrazione all'altra.

Ma la grande incognita, sta nel numero esatto di questi mezzi. Nel 2011, l'allora Ministro dei Lavori Pubblici Renato Brunetta fece istituire un'indagine (dimostrando già quindi che lo Stato non aveva affatto il controllo dei veicoli in questione) da Formez ( il centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle Pubbliche Amministrazioni) per capire quante auto circolassero con a bordo funzionari burocratici: il risultato diede la cifra di 70.000 veicoli ripartire nelle due categorie Blu e Grigie (anche se si parla di 90.000). Ma non è il solo dato emerso dal sondaggio.

Gli addetti sono 35 mila (di cui 14 mila autisti), la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all'anno. La spesa di gestione è di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni.

In questa indagine non si tiene però conto di altre ben 2.000 automobili: quali sono? Sono le cosiddette “Auto Blu-Blu” che, magicamente, si sono staccate dalla categoria Blu semplice e hanno creato un parco a se. Queste sono, combinazione, proprio le auto a servizi dei soli ministri e loro collaboratori. Perché le auto dei ministri non vengono conteggiate con le auto delle altre cariche apicali della pubblica amministrazione? Semplice, perché queste non vengano conteggiate nelle statistiche ufficiali così da sfuggire ai controlli delle spese e degli esborsi che creano. Questa la paradossale realtà prima dell'avvento del Governo Monti.

L'attuale governo tecnico ha cercato infatti di dare un giro di vite a questo fenomeno, innanzitutto limitando la cilindrata a 1600 cm³, riducendo alcuni mezzi in eccedenza e reintegrando alcune auto non proprio di “primo pelo” che però hanno percorso pochi chilometri e, essendo state sottoposte ad una manutenzione scrupolosa, sono ancora in perfetta efficienza. Questa manovra non ha però dato i frutti sperati: le auto sono diminuite solo del 10% (ora sono infatti 64.524), ci sono amministrazioni che pagano spese per auto non utilizzate (circa 900) e ci sono regioni che invece di ridurre il numero delle Auto Blu, lo ha incrementato, con il risultato che una grossa regione del Sud Italia ha più mezzi di Veneto, Lombardia e Liguria messe insieme...

Per entrare però in un'ottica di trasparenza e chiarezza nei confronti dei contribuenti, il governo ha reso pubblico il censimento che ora è consultabile su internet (http://www.censimentoautopa.gov.it/%28S%284ef20ijzw35ollefwn5rnu5m%29%29/public.aspx). Siamo andati a dargli uno sguardo per capire quali sono le vere dinamiche di questo fenomeno tutto all'italiana.

Ma anche qui qualcosa non quadra. Innanzitutto si scopre che soltanto 5840 comuni su 8092 hanno dichiarato le loro vetture e che, per esempio in Calabria le dichiarano 170 comuni, mentre in Lombardia 1330. Facciamo qualche esempio: il Comune di Roma ha 329 automobili. Tra queste la maggior parte (271) sono comprese tra i 1.099 e i 1.599 cm³. Sono praticamente tutte Fiat, tranne 6 Smart, 4 Citroen e le restanti di altre case. Quello che è certo è che non figura nessun marchio Premium. Possibile che al Comune di Roma non ci sia una BMW, una Mercedes, Un'Audi? Stesso scenario lo scorgiamo in un Comune importante ma più piccolo come quello di Firenze: 218 auto di cui 206 Fiat, 3 Toyota e 3 Alfa Romeo. Alcune cifre poi sono a dir poco ridicole. Come è possibile che un Comune di 39.973 abitanti come Fermo (che tra l'altro dichiara anche 3 Mercedes-Benz) abbia 25 auto e uno di ben 960.000 abitanti come Napoli sole 37?

Se poi ci azzardassimo a fare un confronto con nazioni estere, i risultati sarebbero a dir poco impietosi: in Inghilterra le auto dell'amministrazione, gestite da un organo centrale chiamato Government Car and Despatch Agency, sono 195 in tutto (a cui vanno aggiunte le 8 della famiglia reale), gli addetti solo 239 e il loro costo di 7 milioni di sterline.

Maggiori informazioni su http://www.formez.it/notizie/censimento-2011-auto-blu-riduzione-del-10.html