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Rapporto UNICEF 2012: 7 milioni e 600mila bambini muoiono ogni anno

Come se una metropoli abitata da bambini sparisse ogni anno! Ce lo dice il Rapporto Unicef 2012, presentato oggi al Senato: 7 milioni e 600mila bambini muoiono ogni anno nei Paesi in Via di Sviluppo prima di aver raggiunto i cinque anni di età. Dalla Somalia ad altre regioni dell’Africa, ma soprattutto negli slums alla periferia delle città di tante zone del pianeta, i dati sulla mortalità infantile ci descrivono una strage di bambini, dovuta a malnutrizione, carenze igienico-sanitarie, o in seguito alle infezioni da Hiv trasmesse dalle madre infette.

Nelle aree urbane, dove oggi vive la metà della popolazione mondiale, si concentrano i disagi più gravi. Se nell’Occidente ricco e consumista vivere in città è sinonimo di più ampie garanzie per la salute e la crescita delle famiglie e dei loro bambini, non è così nelle aree del mondo sottosviluppato.

Dal numero impressionante di incidenti stradali mortali alla morte per disidratazione da diarrea, fino agli abusi fisici e alla negazione dei più elementari diritti di assistenza e tutela che le fasce deboli di ogni comunità dovrebbero avere, la strage dei minori in tenera età che si verifica in molte zone del pianeta è un evento giornaliero.

La congiuntura economica negativa è venuta ad aggravare antichi mali, in quelle aree del mondo dove la disoccupazione è altissima e sempre più famiglie disperate e affamate si spostano dalle regioni interne alle città, in cerca di nuove occasioni di sopravvivenza.

Proprio nelle città, invece, intere famiglie, e soprattutto i bambini, si ritrovano a vivere negli slums degradati, in fatiscenti baracche di lamiera e senza servizi igienici, alle prese con difficoltà nuove e relazioni umane e sociali sconosciute, caratterizzate da povertà, maltrattamenti e diritti umani negati.

Se è vero che la civiltà di un comunità – e di un modello di sviluppo economico-sociale – si misura sulla sua capacità di difendere la salute dei bambini e le opportunità di vita dei cittadini del domani, il Rapporto Unicef è il racconto del fallimento di una globalizzazione che produce insopportabili diseguaglianze tra le diverse zone del pianeta e di un intero sistema-mondo che lascia morire il proprio futuro.