POLITICA

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L' Italia siete anche voi! I risultati vincenti della Campagna in favore dei diritti di cittadinanza.

109.268 firme per la cittadinanza italiana. 103.629 per il diritto di voto. Questo il primo risultato portato a casa dalla campagna "L' Italia sono anch' io", promossa a sostegno dei diritti di cittadinanza. Si è conclusa ieri mattina con la consegna alla Camera dei Deputati di oltre 100.000 firme rispettivamente raccolte per le due proposte di legge, superando almeno del doppio il limite fissato a 50.000.

Due proposte di legge di iniziativa popolare si propongono di superare i 48 Ddl (fonte La Repubblica) in tema di cittadinanza bloccati in Parlamento, rilanciando il tema della necessaria riforma alla legge che regola l' accesso alla cittadinanza e l' introduzione del diritto di voto amministrativo agli immigrati, da mesi al centro del dibattito politico. La prima proposta, "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità", muove dal principio di estensione del diritto di elettorato ai cittadini stranieri, rintracciabile sul piano della legislatura vigente nell' art. 9 comma 4 del Dlgs. N. 28 del 25 Luglio 1998 e successive integrazioni e modifiche, per il quale "lo straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato" può "partecipare alla vita pubblica locale, esercitando anche l' elettorato quando previsto dall' ordinamento e in armonia con le previsioni del capitolo C della Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992." La proposta chiede che venga riconosciuto il diritto elettorale amministrativo ai cittadini stranieri in possesso della carta di soggiorno da almeno 5 anni.

La seconda, "Modifiche alla Legge 5 Febbraio 1992, n.91 Nuove norme sulla cittadinanza", propone il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno da almeno 1 anno. Si fa leva pertanto sul principio dello ius soli, per il quale si è cittadini del Paese in cui si nasce, e si rimette in discussione lo ius sanguinis, cui era ancorata la legge del 1992 e per il quale l' acquisizione della cittadinanza si determina per discendenza o filiazione.

Con la loro firma, migliaia di cittadini hanno dimostrato di condividere le ragioni della campagna, consentendo il raggiungimento di un risultato tanto inaspettato quanto significativo, anche grazie al lavoro dei 100 comitati locali che si sono costituiti in tutta Italia e di circa 1000 volontari, a lavoro negli ultimi 6 mesi.

E' dal Nord della penisola che arriva il sostegno più rilevante: oltre 18.000 firme raccolte in Lombardia, 15.000 in Emilia Romagna e sopra le 10.000 firme in Piemonte e Toscana. Seguono il Lazio con 6.000 firme, la Puglia con 2.500 firme, la Sicilia con 2.200 firme, poco più di 1.700 raccolte in Campania, 1.000 in Basilicata e solo 37 in Abruzzo. Ma, come si legge nel comunicato stampa (www.litaliasonoanchio.it), "la consegna delle firme rappresenta solo la prima tappa di un percorso che sarà ancora lungo e impegnativo. Si tratterà, dal 6 in poi, di fare in modo che il Parlamento calendarizzi la discussione sulle due proposte di legge per arrivare in tempi rapidi alla loro - speriamo - approvazione".

La campagna è stata sostenuta da 19 organizzazioni e dall' editore Franco Feltrinelli, che non si fermeranno qui. Come emerge dalle parole del Presidente del Comitato e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, "questa non era una battaglia solo per le persone sfortunate, ma una battaglia per tutti e di tutti. Noi non stiamo difendendo semplicemente il diritto di una minoranza, ma il diritto delle nostre città, della nostra comunità, di far sentire tutti cittadini e di allargare i diritti sapendo che fare questo è un vantaggio per tutti. Una battaglia che non è di destra nè di sinistra, ma una battaglia che riguarda la filosofia della cittadinanza". Una battaglia perciò tanto lunga quanto attuale,  che ci si augura conduca alla vittoria dell' antica guerra in difesa di quel famoso principio di 'uguaglianza' e di non discriminazione che sta alla base di ogni democrazia e che è ben rappresentato nell' art. 3 della nostra Costituzione. E poi sarebbe l'auspicabile segno di un'avvenuta crescita nel più ampio processo di sviluppo e di civilizzazione.