POLITICA

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Non siamo tutti schifati dalla politica?

Prendo spunto dalle dichiarazioni (intercettate, quindi confidenziali e private) del ministro per la Cooperazione e Integrazione Andrea Riccardi sulla “politica schifosa” per riflettere sul fatto che quanto detto è in realtà ciò che tutti pensiamo da un po’, ma nessuno dice ad alta voce.
Non siamo un po’ tutti schifati da un certo tipo di fare politica? I giochetti, gli stratagemmi, gli inciuci, per non parlare di tangenti, corruzione e favoritismi (a vent’anni esatti dallo scossone Mani Pulite) hanno avvelenato l’attuale politica italiana.

La politica, per definizione, è un’arte, e più esattamente, l’arte di governare la società. E ciò non può e non deve comprendere la deriva opportunista che si è vista in questi anni. Troppi sono gli scandali, i processi, le mancanze a cui gli elettori hanno dovuto assistere. Ora che siamo governati da dei tecnici, un po’ di orgoglio civico è risalito: l’ombra di processi ancora in corso, di conflitto di interessi non fa più paura e questi uomini e queste donne nuovi alla politica sembrano rendere il mestiere più pulito e più apprezzabile. In 100 giorni abbiamo visto più fatti che comparsate in tv, più riforme che barzellette da osteria.
Eppure gli spettri della cattiva politica, di quella degli inciuci e delle alleanze è ancora lì. Riccardi ha detto che quel modo “schifoso” di fare politica non esiste più. Purtroppo si sbaglia: nonostante la ventata di aria fresca portata dal suo governo, in parlamento siedono ancora le stesse facce da diverse legislature. Non è populismo il mio, non è volontà di fare di tutta l’erba un fascio e lamentarsi delle solite cose. È solo solidarietà verso qualcuno che ha espresso un pensiero noto a tutti, e soprattutto una punta di stizza a sentire parlare di “parole scomposte e sguaiate” da coloro che non tanto tempo fa sbraitavano e si urlavano addosso in un’aula del parlamento italiano.