POLITICA

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Elezioni in Birmania, il trionfo di Aung San Suu Kyi

Alle elezioni suppletive svoltesi in Birmania, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd) ha vinto, ottenendo 43 seggi parlamentari sui 45 disponibili. E’ il trionfo della “Lady”, la Signora dell’opposizione democratica birmana: Aung San Suu Kyi. Per la prima volta la leader della Lnd, Premio Nobel per la Pace 1991, è stata eletta al parlamento birmano.

Che cosa farà ora il regime di Myanmar, soprattutto Thein Sein, l’ex generale eletto nel 2011?

Per non rovinare il trionfo dei democratici, sarà decisiva la pressione del concerto politico internazionale. Bisognerà evitare soprattutto l’ennesimo ribaltamento autoritario delle elezioni democratiche, intervenendo in maniera decisiva a supporto delle forze popolari vincitrici.

La capacità della “rivoluzione democratica” di gestire il nuovo assetto istituzionale che si va configurando sarà il problema principale da affrontare per la leader Aung San Suu Kyi, che forse dovrà frenare l’entusiasmo popolare e operare un “compromesso” con le forze del regime tradizionale.

Ancora più decisive risulteranno le promesse della politica e dell'economia internazionali sulla fine dell’embargo economico, che porterebbe nuova energia a un paese in perenne crisi economica e sociale, da troppi anni isolato dal contesto mondiale.

E’ ancora troppo recente il ricordo delle elezioni vinte nel 1990 e represse immediatamente, e in maniera violenta, dalla dittatura militare al governo del paese asiatico dal lontano 1962.

Nel 2007, furono i monaci a cercare di rovesciare il regime, ma anche quella volta ci fu la repressione. Nel 2010, infine, le prime elezioni libere, almeno in parte, tanto che il partito Lnd boicottò il voto, per protesta contro le censure subite dal movimento democratico.

Domenica, finalmente, le libere elezioni e il trionfo di Aung San Suu Kyi, dopo 15 anni passati in carcere o agli arresti domiciliari.

Adesso, la “Lady” – da molti considerata come la Mandela dell’Asia, per il suo rigore morale e una vita di sacrifici dedicata alla libertà del suo popolo - avrà il compito più difficile da affrontare: guidare il popolo birmano nella difficile transizione dal regime autoritario alla democrazia.

Gli organismi internazionali, a cominciare dall’Unione Europea, dovranno operare con fermezza, ma anche con cautela, per aiutare la nuova democrazia asiatica a organizzare le basi strutturali per la costruzione di un futuro economico e sociale migliore, unica strada per arrivare a un assetto democratico stabile della governance del paese asiatico e nella vita quotidiana dei suoi cittadini.