POLITICA

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Elezioni amministrative: tiene il Pd, crolla il Pdl, la Lega va giù e balzo in avanti per il Movimento 5 Stelle

Tra la politica e l’antipolitica… ha vinto l’astensione. Il vistoso calo dell’affluenza alle urne – il 7% rispetto alle precedenti consultazioni – sia pure in queste elezioni amministrative parziali per la scelta di numerosi Sindaci e Consigli Comunali, è la “spia” della disaffezione degli italiani non tanto nei confronti della politica, quanto della “malapolitica” rappresentata in questi ultimi anni dal sistema dei partiti politici tradizionali e dall’avvilente comportamento di troppi protagonisti politici presenti tra le loro fila.

Vediamo i risultati nelle città principali.
A Genova, Marco Doria con il 48,31% dei voti (Centro Sinistra) e Enrico Musso con il 15,00% (Terzo Polo) andranno al ballottaggio per la carica di Sindaco.

A Parma: sempre per la poltrona di Primo cittadino, andranno al ballottaggio Vincenzo Bernazzoli (39,20%) (Centro Sinistra) e – qui la sorpresa! – Federico Pizzarotti (19,47%) (Movimento 5 Stelle).

A Verona, invece, il risultato più scontato: il Sindaco uscente Flavio Tosi,  con il 57,35% dei voti (Centro Destra) viene riconfermato al primo turno, con la sua lista, raccogliendo il malcontento degli elettori del Pdl e, in parte, anche di quelli della Lega. Distaccato, Michele Bertucco  (22,75%) (Centro Sinistra).

A Palermo, altro caso clamoroso: Leoluca Orlando (Idv), da solo contro tutti, è primo nelle preferenze, con oltre il 47%, e andrà al ballottaggio con Fabrizio Ferrandelli, candidato ufficiale del Centro Sinistra, che ha ottenuto poco più del 17% dei voti disponibili.

Ricapitolando, in termini generali: crolla il Pdl, la Lega cede vistosamente nei consensi, tiene il Pd di Bersani e trionfa il Movimento 5 Stelle, guidato dal leader Beppe Grillo. E il “partito dell’astensione” ormai supera il 30% dell’elettorato.

I primi commenti sono cauti: i leaders del Pdl sottolineano che il calo del partito è il prezzo pagato per la “coerenza” dell'appoggio al governo Monti. I rappresentanti del Pd, invece, sottolineano il loro ruolo di primo partito italiano. Il Terzo Polo, infine, dovrà chiaramente rivedere i suoi progetti nelle future alleanze con le altre forze politiche.

La crisi economica, sociale e politica che il paese sta attraversando è stata la vera protagonista della tornata elettorale.

I cittadini italiani, è chiaro, faticano a sentirsi “rappresentati” da strutture associative come i partiti tradizionali e dal personale politico presente in Parlamento, che non hanno previsto in tempo la crisi e quando questa è arrivata non hanno saputo far di meglio che ricorrere all’aiuto del “governo tecnico”.

Qualcuno parla di declino della Seconda Repubblica, perché l’individualismo presente nella classe politica che è stata alla guida del paese negli ultimi anni sembra aver rotto irrimediabilmente quel legame di fiducia tra governanti e governati, che è la condizione fondamentale di ogni possibile rappresentanza politica e stabilità di governo.