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Considerazioni semiserie sui giovani e la letteratura in Italia.

Si dice che in Italia i bambini leggano più degli adulti…e i giovani? È un dato di fatto che i giovani italiani non leggano quanto quelli europei: ci superano infatti spagnoli, portoghesi e belgi. Ciò che impressiona maggiormente è il dato di competenza alfabetica che riguarda i giovani tra i 16 e i 25 anni: solo il 14,6% possiede un livello elevato di competenze alfabetiche… come è possibile? Non sono in più di 1.500.000 gli studenti universitari italiani?

 

Si è creato ormai un circolo vizioso: i giovani non leggono, la qualità delle loro competenze non migliora e, di conseguenza, diminuisce anche il valore degli studi universitari.

Tra coloro che leggono, si possono riconoscere diverse tipologie. La maggior parte legge come i guidatori della domenica: poco, senza fretta, fedeli alla moda. Sono propensi a libri non troppo impegnativi, amano le storie lacrimevoli o fantastiche, si rispecchiano nelle ragazze con il lucchetto, sognano di incontrare un vampiro algido e affascinante, vorrebbero avere poteri magici e si spazzolano i capelli 100 volte prima di andare a dormire. Se per caso ne scorgete qualcuno con “Gomorra” tra le mani, è perché si trova in metro e vuol far sapere al mondo che è al passo con i tempi.

Quindi ci sono i maniaci. Leggono a qualsiasi ora, possiedono due o tre lampadine da lettura differenti per farlo di notte, a dieci anni impazziscono per Eco.  

Non disdegnano alcun genere, dai saggi di critica alle poesie avanguardiste ispano-filippine, possono elencare in pochi minuti tutti gli scrittori russi ottocenteschi, ma non faranno mai menzione della grande opera che continuano a scrivere da tutta la vita.  Partecipano con passione agli incontri letterari e sognano di trovarsi prima o poi su un palco a Stoccolma, per questo provano e riprovano un sentito discorso di ringraziamento, ogni volta che si specchiano.

Nonostante tutto, la  letteratura è ancora lo strumento più valido che ogni Paese dovrebbe utilizzare per formare le generazioni future, ma le azioni concrete per promuovere la lettura tra i giovani sono ancora scarse. Al contrario, si moltiplicano i corsi di scrittura creativa e, soprattutto, la creazione di blog attraverso i quali si può esprimere gratuitamente il proprio insigne pensiero.

Non è proprio questo, infatti, il caso di un sito in cui è lecito sfogare le proprie vanità da scrittori mancati?

Con l’eccezione di alcuni casi, i blog non sembrano di certo essere il futuro della letteratura.

Come diceva Calvino “La letteratura (e forse solo la letteratura) può creare degli anticorpi che contrastino l'espandersi della peste del linguaggio".