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Tradire o essere traditi?

Tradire o essere traditi?... Prima o poi a tutti nella vita sarà capitato di provare una delle due situazioni. Ci si chiede quale delle due cose sia peggio. Molti direbbero essere traditi, perchè non te lo aspetti, perchè hai piena fiducia e perchè è come ricevere un fulmine a ciel sereno, altri direbbero forse tradire, perchè la società ti vede come un mostro.

E non parliamo solo di relazioni amorose, ma parliamo anche di rapporti di lavoro, di amicizia e addirittura di famiglia. Molto spesso quando avviene un tradimento, di qualunque tipo esso sia, familiare, amoroso ecc... Si va incontro alla fine della relazione vera e propria. Alcuni dicono che con il tradimento poi la relazione si cementifichi di più, ma è estremamente difficile se non impossibile riuscire a recuperare la fiducia totale nell'altra persona. La fiducia è un equilibrio molto delicato e si parla anche di equilibrio fisico e biofisico. Infatti in situazione di totale fiducia verso l'altro, l'equilibrio fisico delle componenti biologiche all'interno del nostro corpo è perfetto, qualora intervenga un cambiamento come la mancanza di fiducia, questo equilibrio chimico si altera e il nostro corpo riconosce nella situazione un potenziale pericolo e, come madre natura vuole, il nostro corpo reagisce di conseguenza per ripristinare l'equilibrio iniziale.

Si parla di una combinazione ideale per il nostro corpo di componenti chimici prima e dopo il tradimento.

Prima del tradimento, la combinazione è quella ideale, non ci sono "pericoli" che vengono captati dal nostro cervello, dopo il tradimento l'equilibrio è minato e la combinazione chimica che si viene a creare in seguito potrebbe rappresentare un pericolo e quindi il nostro cervello aziona essenzialmente due meccanismi ( si veda anche le famose fasi che bisogna vivere per superare la fine di un amore): il primo meccanismo è quello dell'allontanamento; una volta recepita la potenziale situazione pericolosa il nostro cervello si attiva allontanando la fonte del pericolo, il secondo meccanismo invece è l'attaccamento; il cervello riconosce sì la situazione pericolosa, ma non vede il pericolo nel soggetto, pertanto tende a far scattare una serie di azioni e comportamenti per ristabilire la situazione antecedente a quella pericolosa. Cuore e cervello... un binomio pericolosissimo!