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Donna, diritti e rispetto

C’è una canzone che nel suo ritornello recita: “siamo donne, oltre alle gambe c’è di più”. Questa canzone sembra una canzone come tante altre, ma ascoltando il ritornello, indipendentemente dal contenuto della canzone, viene in mente che questo rispecchia una grande verità, una verità di cui le donne sembrano essere coscienti, ma non la società  in cui viviamo. Se si guarda bene al panorama musicale di tutti i tempi, si nota che tutte le più belle canzoni sono dedicate ad una donna, alla donna come emblema dell’amore, come la persona che dona il proprio amore, che fa soffrire, che fa disperare per amore, che rende migliori e di cui non si può fare a meno. Ci si potrebbe chiedere allora, perché nelle canzoni la donna riveste un ruolo così importante e poi al di fuori, nella realtà di tutti i giorni, ci sono ancora tanti problemi da affrontare, tante situazioni che ancora stonano con la società moderna in cui vengono professate pari opportunità e diritti tra uomini e donne.

Proprio in occasione della “festa della donna”, svolgendo un’indagine su quale fosse il pensiero delle donne stesse su questo evento, sono emerse tante opinioni diverse, ma tutte convergevano in un unico punto: questa festa ha perso di ogni significato, se proprio deve esserci una festa, dovrebbe essere celebrata tutti i giorni, perché è proprio nella quotidianità che le donne si trovano ancora oggi, nel 2012, a combattere contro le discriminazioni in ogni campo, dalla famiglia al lavoro.

Le opinioni espresse sono le più disparate: c’è chi dice che non sarebbe necessaria una festa della donna oggi se si riconoscesse una reale uguaglianza tra uomo e donna; c’è chi sottolinea il fatto che le donne riescono ad essere e a fare più cose allo stesso momento in quanto sono madri, fidanzate, mogli, nonne, figlie, lavoratrici, amanti e ancora tanto altro; c’è chi fieramente manifesta il suo orgoglio di essere donna; c’è chi coglie questa giornata per ricordare ancora di più tutte le donne del passato che hanno lottato contro ogni tipo di discriminazione per ottenere i diritti al voto, al lavoro, per ottenere l’uguaglianza sostanziale; c’è chi rimarca l’ipocrisia di chi sostiene che l’8 marzo dovrebbe essere tutti i giorni, però se ne ricorda proprio solo l‘8 marzo; c’è chi si domanda perché ancora oggi le donne per fare carriera devono dare qualcosa in cambio e devono essere viste come un mero oggetto, spesso un trofeo di qualche uomo; c’è chi parla di una festa consumistica che ha perso ogni valore e significato; c’è chi rivendica rispetto non solo per l’aspetto esteriore che giustamente prima o poi verrà meno, ma anche per l’intelligenza, l’impegno e la volontà di ferro delle donne; c’è chi chiede una maggiore attenzione dello Stato e degli altri enti nazionali sui problemi che circondano la situazione femminile nel lavoro, nella vita familiare dove spesso si consumano le peggiori violenze; c’è chi ritiene che bisogna ancora lottare contro l’ottusità dei pregiudizi maschilisti, talvolta tristemente condivisi anche dalle stesse donne; c’è chi, infine, ritiene che qualsiasi discorso sia completamente inutile e che ciò che conta veramente sono solo i fatti concreti, fatti che devono essere compiuti dalle donne in primis aiutate dalla società.

Come tutti sanno l’8 marzo è il giorno in cui si celebra quella che comunemente si chiama la “festa della donna”; anche se questo è un giorno conosciuto dai più, non tutti conoscono la reale origine di questa festa. Erroneamente si pensa che sia stata istituita perché si ricordi il tragico incendio che nel 1909 uccise molte donne operaie in una fabbrica statunitense. Ma, in realtà, l’8 marzo si celebra la “Giornata internazionale per i diritti della donna e per la pace internazionale”; questa è stata istituita dall’Assemblea dell’ONU nel 1977, e si configura come il punto finale di una serie di ricorrenze poste in essere in molti Paesi europei e non, sin dall’inizio del XX secolo.
Al di là di ogni intento consumistico, dunque, la Giornata della donna, ha un vero e proprio significato politico e sociale, finalizzato a rivendicare e porre l’attenzione sui diritti fondamentali spettanti alla donna. Molto significativo è anche il riferimento alla pace internazionale, quasi come se la donna e la pace fossero due elementi imprescindibili.
Anche lo stesso simbolo di questa giornata, la mimosa, ha un’origine politica: questa era il simbolo presente sulla Carta della Donna stilata a Londra nel 1946, carta che, appunto, rientra tra gli atti preliminari posti in  essere prima della decisone definitiva dell’ONU.

Proprio quest’anno sui social network più importanti, personalità di spicco hanno voluto esporre la loro idea sulla Giornata della donna; esemplare sono gli interventi del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità, Elsa Fornero, che ha prospettato la situazione ancora poco favorevole della donna in Italia, e del direttore di Vogue Italia, Franca Sozzani,che ha evidenziato come sia andato perduto ogni valore originale dato all’8 marzo.

In definitiva sul tema della donna si potrebbe parlare per ore e spendere fiumi e fiumi di parole. Si sente spesso parlare dell’importanza della donna nella società, ma ancora poco si fa per valorizzare al massimo questa importanza. Significativo potrebbero risultare i dati diffusi da Bankitalia che sostiene che se l’occupazione femminile salisse fino al “dato dignitoso del 60%” il Paese ne guadagnerebbe circa il 7% di PIL in più. Si tratta di semplici percentuali che vanno a sommarsi a tanti altri dati diffusi in questi anni, come per esempio l’indagine sulle quote rosa, da molti ritenute un blando correttivo alla presenza delle donne nelle alte amministrazioni e non solo, ma  che comunque aiuterebbero a rigenerare situazioni in cui da anni vigono dirigenze quasi esclusivamente maschili.

Se si va in un’aula universitaria, si può notare che la maggior parte degli studenti sono ragazze. La domanda sorge spontanea: quante di queste studentesse, dopo la laurea, faranno realmente il lavoro per cui stanno studiando (fermo restando il fatto che un problema generico di tutti gli studenti)? Quante di loro saranno costrette a dover scegliere tra portare avanti la carriera e creare una famiglia? Anni di lotte da parte di donne volenterose, che avevano coscienza del loro valore e delle loro potenzialità e nonostante ciò, ancora oggi, ci si pone ancora le stesso domande e soprattutto sembra che si debba ancora affrontare certi problemi che sembravano ormai superati.

Navigando sul web si possono trovare molte associazioni che aiutano le donne ad affrontare i problemi più disparati, in particolare quello della violenza e degli abusi, atti tragici e riprovevoli spesso compiti nell’ambito familiare e che riempiono le pagine di cronaca nera. Si segnala in particolare l’associazione “Doppia Difesa” fondata dall’avvocato Giulia Bongiorno e da Michelle Hunziker (www.doppiadifesa.it).
Ha fatto molto parlare il progetto di Lorella Zanardo, “il Corpo delle Donne”, progetto che ha dato vita ad un documentario e a un libro e di cui si è molto parlato anche nel programma di Canale5, “Striscia la Notizia”, e che affronta proprio il problema della mercificazione, soprattutto televisiva, della donna e della sua immagine (www.ilcorpodelledonne.net).

Parlando di donne, non si può non fare un piccolo cenno anche al ruolo dell’uomo, e a prescindere da ogni valutazione sui rapporti tra uomo e donna, segnalo una canzone di Caparezza, “Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti”. È una canzone di un’artista che nelle sue canzoni spesso affronta problemi sociali, e che anche in questa mette in luce certi stereotipi maschili che ben attingono al problema del ruolo della donna.

Un augurio a tutte le donne, in un futuro dove ci sia più rispetto e meno ipocrisia, è sicuramente ravvisabile in una poesia di Madre Teresa di Calcutta, “Donna”. Si tratta di una poesia che racchiude in poche parole l’essenza reale della donna.

"Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni...
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!"