SCIENZA & AMBIENTE

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Tempo pazzo anche in Svizzera

Una decina di giorni fa gli Svizzeri si sfregavano le mani dalla contentezza. Finalmente la tanto attesa neve si era fatta viva. Si sciava tranquillamente, ma sul mezzogiorno in moltissime località sciistiche era encessario fermarsi perchè faceva anche troppo freddo.

La colonnina del mercurio indicava anche -20 o -30 gradi addirittura; una temperatura ancora sopportabile per i più temerari, ma che unita al vento rendeva impossibile qualsiasi attività sulle piste se non una bella bevuta di vin brulè. Una settimana dopo questo quadretto paradisiaco per i sciatori si è trasformato:nello stesso luogo era quasi impossibile sciare, ma per le ragioni opposte: a mezzogiorno si rischiava di trovare +20 gradi e la neve, pesantissima, si scioglieva letteralmente sotto gli sci. Da -20 a + 20 gradi in pochissimi giorni: 40 gradi di escursione termica che per moltissimi albergatori e addetti al settore hanno significato pesantissime perdite sui guadagni della stagione invernale.

Un'escursione simile a queste latitudini e soprattutto in questo spazio, rappresentano un'anomalia vera e propria.

Così come lo sono gli eventi di questo periodo che stanno caratterizzando la vita svizzera.

Per esempio: l'anomalo prolungamento dell'estate ha permesso a molti bagnanti di godersi le acque del lago di Lugano il 16 ottobre, ma anche uno sguardo in patria ci fa pensare a quanto è pazzo questo tempo.

La Calabria quest'anno è risultata essere la regione più imbiancata d'Italia; mancanza di piogge decenti o il contrario in alcune zone.

Sono tutte situazioni che hanno focalizzato l'attenzione sul problema dei cambiamenti climatici attorno ai quali la polemica è accesa un po' ovunque in tutto il mondo e i governi sono chiamati ad agire e anche in fretta; possibilmente non a spese dei propri concittadini.