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Champions league, ottavi di ritorno...a casa

“Può essere la stagione della svolta per il calcio italiano nell'europa che conta”. Era questo il pensiero che popolava la mia mente in attesa del ritorno degli ottavi di Champions League perché, in fondo, avere tre squadre così vicine alla qualificazione ormai non succedeva da anni. Un segnale di ripresa per un calcio come il nostro incapace di rialzarsi ma che invece lentamente continua a scivolare quasi a voler emulare la realtà economica e politica che stiamo vivendo in italia negli ultimi anni.

 Chi avrebbe mai potuto aspettarsi un finale così tragico prima dell'ultimo turno di Champions, soprattutto dopo le straordinarie prove e risultati di Milan e Napoli negli ottavi di andata contro un calcio inglese che, almeno per qualche settimana, ha dovuto guardarsi dal sottolineare la supremazia del loro calcio sul nostro?

In fondo anche l'Inter, pur perdendo, aveva lanciato qualche segnale di ripresa che aveva dato speranza in attesa del ritorno da giocarsi in casa propria, con il sostegno ed il calore di migliaia di tifosi.

Fiducia e speranza hanno accompagnato il cuore di tutti i tifosi del calcio italiano, almeno fino al minuto 91 quando Brandào (OM) ha deciso di trasformare un inutile ed innocuo rinvio del portiere nel sasso che ha infranto come cristalli quei calcoli che, fino a quel momento, popolavano le menti dei tifosi in cerca di tutte le combinazioni possibili in grado di assicurare il passaggio del turno all'Inter.

Il ritorno degli ottavi ha mostrato tutte le lacune atletiche, tecniche e psicologiche del nostro calcio. Da quest'ultimo turno ne usciamo distrutti e non si può parlare solo di sfortuna perché passiamo da un Milan che quasi dilapida una vittoria certa costruita comunque da sprecona all'andata, ad un Napoli che invece riesce totalmente nell'impresa di infrangere il sogno di migliaia di tifosi.

Non voglio certo dire che fosse così semplice, ma non trascuriamo il fatto che Chelsea e OM hanno aspettano noi italiani per rinascere dopo le buie settimane che li ha visti protagonisti nei loro rispettivi campionati.

Non ci resta che sperare in un Milan sempre più dipendente da un Ibrahimovic tanto grande tra le, infondo, diciamo piccole realtà del nostro campionato e tanto piccolo in quel calcio che conta dove solo i più grandi lasciano il segno.

Ci consoliamo con l'ultima statistica che ci riporta alla Champions League 2009/2010, per chi se lo fosse già dimenticato fu quella che vide l'Inter finalmente trionfare, dove delle tre italiane presenti agli ottavi di finale solo una riuscì a passare il turno.

Chi lo sa che magari quest'anno al Milan non tocchi ugual sorte.