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Batigol, rivelazione shock

«C’è stato un momento in cui stavo malissimo, non potevo quasi più camminare. Ora però va meglio anche se non posso più giocare a pallone perché mi è impossibile correre. Adesso comunque cammino abbastanza bene». «Colpa delle infiltrazioni? Sì, anche. Ma non ne ho fatte tantissime, solo che giocavo sempre. Su una stagione di 70 partite ne facevo 65 e davo sempre tutto. Per me era impossibile accettare di stare fermo per un infortunio. Forse se tornassi indietro starei più attento a me stesso, ma alla fine neanche troppo. Mi piaceva segnare, sentire il boato del pubblico» .
Questa la rivelazione choc del 43enne attaccante argentino e storico goleador del campionato italiano con la maglia di Fiorentina, Roma e Inter Gabriel Omar Batistuta fatta durante un'intervista a France Football con la quale giustifica il ritiro dal calcio giocato in Qatar dopo una breve esperienza con l'Al-Arabi. Dall'intervista purtroppo non si evince il reale motivo che ha quasi costretto l'ex goleador su una sedia a rotelle per il resto della sua vita, anche a causa della sua comprovata riluttanza a parlare del privato, così tutta l'attenzione viene spostata sui rimpianti e le rinunce fatte durante la carriera per servire i suoi più grandi amori, la Fiorentina e la Roma.
«Sono fiero che delle grandi squadre mi abbiano cercato - dice - vincere un titolo con il Manchester, all'epoca, era abbastanza facile. Vincere un campionato con 15 punti di distacco, però, non mi attirava granché. Volevo segnare contro i più grandi difensori italiani, i migliori del mondo all'epoca. Se me ne fossi andato, avrei segnato di più, avrei potuto vincere la Liga o la Premier League».
«avrei vinto il Pallone d'Oro se avessi giocato nel Barcellona o nel Manchester...ma io volevo vincere con la Fiorentina».
 
Parole, queste, che non abbiamo più la fortuna di ascoltare dai calciatori moderni, attirati, oramai, solo dall'ingaggio più sostanzioso piuttosto che dall'amore per una maglia o dal desiderio di vincere il trofeo più prestigioso e quindi non possiamo che concludere facendo tanti auguri per tutti i progetti futuri ad un grande uomo, un grande atleta ed una delle ultime grandi bandiere del calcio moderno che ha dato tanto al nostro calcio e allo sport in genere.
 

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