VIAGGI & TURISMO

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Rombo di tuono alle cascate di Iguazu

Riuscite a immaginare lo stupore e la meraviglia dell'eploratore spagnolo Alvaro Nunez Cabeza de Vaca quando si imbatté nelle Cascate di Iguazu? Era il 1542 e nessun europeo aveva mai sperimentato prima un'esperienza simile. Oltre 6500 metri cubi di acque ruggenti che abbandonano la selva e si diramano in 275 salti per poi tuffarsi indisturbati nel canyon sottostante. Ad accoglierli una miriade infinita di arcobaleni che avvolgono in un alone magico questo splendido quadro d'autore. Vedendole per la prima volta Eleanor Roosevelt osservò sbalordita che le povere cascate del Niagara, comparate a quelle di Iguazu, sembravano un leaky faucet, un rubinetto che perde. Un aneddoto che illustra la magnificenza delle "grandi acque", come indica l'etimologia della parola Iguazu nella lingua tupi-guaranì.

Situate sulla triplice frontiera Brasile-Argentina-Paraguay, le cascate di Iguazu sono state annoverate tra le sette meraviglie del mondo naturale e proclamate dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Ospiti dell'omonimo parco dall'ormai lontano 1939, le cascate attirano ogni anno migliaia di turisti smaniosi di confrontarsi con questo immenso colosso della natura di cui Argentina e Brasile si contendono la vista mozzafiato. Una scelta ardua. Perchè se è vero che il lato brasiliano offre una panoramica completa delle cascate, con il suo susseguirsi di salti a balzelli da un'altezza media di settanta metri incorniciati da arcobaleni doppi e tripli, è altresì innegabile che il fratello argentino, ponendo il visitatore dinanzi a un muro ininterrotto di acqua e vapori, invita a un incontro più intimo e coinvolgente.

Per facilitare la passeggiata dei visitatori senza snaturare il sito, il parco è stato provvisto di cammini e passerelle che consentono un contatto con la fauna locale. Scimmie e ragni della grandezza di una mano, iguane e coati con la coda ritta che si azzuffano con i lunghi musi tremanti di eccitazione per spartirsi il cibo, tucani e pappagalli che svolazzano tra gli alberi e cantano appollaiati su un ramo, aquile che sorvolano le cascate e farfalle variopinte che si posano sulle persone come se fossero parte integrante del mondo naturale. E sullo sfondo una ricchezza di colori impressionante: la sconfinata laguna dalla superficie untuosa tappezzata di petali rossi, funebri isolotti di basalto nerastro su cui si infrangono onde schiumanti color cioccolato, la terra rosso fuoco e arcobaleni che sbocciano ovunque facendo vibrare di mille sfumature la nebbia di vapori che si alza dal baratro.

E' un'esperienza extra-sensoriale, con il brontolio delle cascate che ingrandisce sempre più e gli strabilianti arcobaleni che si stagliano contro la bruma umida sullo sfondo della foresta tropicale. Un'esperienza che diventa trascendentale quando al termine del percorso , una depressione impressionante che si impossessa di tutte le voci, azzittendole con il suo ruggito. Si penetra nel denso banco di nebbia sollevato dalla caduta di questa valanga d'acqua sentendone tutta la terrifica violenza. E' la sensazione vertiginosa di trovarsi sull'orlo di un abisso.

Come resistere alla tentazione di perdersi in questo viaggio ipnotico prodotto dal suono assordante e dal movimento incessante dell'acqua?